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Scutari
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mwfgScutari ([ˈskutari]), storicamente anche mwgaScodra (in mwgqalbanese: mwggShkodra o mwgwShkodër) è un mwhacomune albanese di mwhq135 612 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], capoluogo della mwigprefettura omonima, situato nell'mwiwAlbania nord-occidentale, sulle sponde del mwjalago omonimo, vicino ai fiumi mwjqDrin, mwjgBuna e Kir, nelle vicinanze delle mwjwAlpi dinariche.
Scutari è una tra le più antiche città europee e fra le più grandi d'Albania, importante centro economico e culturale del Paese. Annoverando numerose personalità di spicco, che hanno scritto la storia della lingua e delle arti d'Albania, è considerata la culla culturale della nazione albanesecite-ref-utopie-2-0[2]cite-ref-utopie-2-1[2]cite-ref-albania-3-0[3], e per questo è definita anche la "Firenze dei Balcani"cite-ref-albania-3-1[3].
Fu fondata dagli mwogilliri nel secolo IV a.C. nelle colline attorno al mwowCastello di Rozafa. Fin dai tempi antichi è stata crocevia di importanti vie commerciali della penisola balcanica, così per lungo tempo è stato il centro dello stato illirico. Avendo una comoda posizione economica, a Scutari si avvicendarono romani, bizantini, slavi, veneziani e turco-ottomani. Nel 1858 - sviluppandosi quasi contemporaneamente alla fotografia del mondo - è stato istituito uno studio fotografico, denominato mwpaMarubi, dove è stata stampata la prima fotografia di tutta la zona balcanica occidentale.
In seguito alla riforma amministrativa del mwpg2015, sono stati accorpati a Scutari i comuni di mwpwAna e Malit, mwqaBerdicë, mwqqDajç, mwqgGur i Zi, mwqwPostribë, mwraPult, mwrqRrethinat, mwrgShalë, mwrwShosh e mwsaVelipojë, portando la popolazione complessiva a mwsq135 612 abitanti (dati censimento 2011).
Contents
• Storia
• Cultura
• Arte
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Scutari è situata sul margine orientale del mwtqlago di Scutari, il più grande dei mwtgBalcani, con una superficie di mwtw370 km².
Ad oriente del centro abitato scorre il fiume Kir che, presso il colle del mwugcastello di Rozafa, si unisce al fiume mwuwDrin. Quest'ultimo sfocia poche centinaia di metri dopo nella mwvaBoiana (buna in albanese), l'emissario del lago di Scutari. La città è circondata ad occidente e ad settentrione dalle propaggini meridionali delle mwvqAlpi Dinariche. Le vette più importanti sono il Cukal (1.722 metri), il Maranaj (1.576 metri), il Tarabosh e lo Sheldi (541 metri).
Inoltre mwwwsorge nei pressi di due valichi di confine con il Montenegro: mwxaHani i Hotit e mwxqMuriqan. La strada per mwxgPodgorica è a soli mwxw36 km (via Hani i Hotit), la strada per mwyaDulcigno e il mwyqmare Adriatico a 18 (via Muriqan). Famosa la spiaggia di Velipoja sul mwygMar Adriatico.
Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni solitamente freddi ed estati calde. In inverno la temperatura difficilmente scende al di sotto dei -5 C°, invece d'estate può arrivare a 40 C°.
Storia
Da scavi archeologici eseguiti al mwcacastello Rosafa, si deduce che il centro era abitato già dall'mwcqetà del bronzo. Popolata dagli mwcgIlliri, nel mwcw168 a.C. Scutari fu il teatro dello scontro finale che pose fine alla mwdaterza guerra illirica e al regno di mwdqGenzio. Colonizzata dai Romani, mwdgScodra divenne un importante snodo stradale e commerciale della provincia dell'mwdwIllyricum. A seguito della morte dell'imperatore mweaTeodosio il Grande e della successiva divisione in due dell'mweqImpero romano, Scodra venne inclusa nei territori dell'mwegImpero romano d'Oriente.
Nel VII secolo l'imperatore mwfaEraclio cedette la città ai mwfqSerbi. Successivamente cadde nelle mani dei mwfgBulgari e poi nuovamente dell'mwfwImpero romano d’Oriente. Nel mwga1042 i Bizantini vennero cacciati dal principe serbo mwgqStefano Vojislav che fece di Scutari la sede della sua corte. Annessa al mwggdespotato d'Epiro nel mwgw1214, la città tornò in mani serbe nel mwha1330, quando il re mwhqStefano Uroš III Dečanski ne affidò il governo al figlio mwhgStefano Dušan. Alla morte di quest'ultimo Scutari e il suo mwhwcontado entrarono nell'orbita della famiglia mwiaBalšić, che dominava il vicino mwiqPrincipato di Zeta.
Il dominio veneziano
Dopo la morte di mwkwScanderbeg e il progressivo sfaldamento della mwlaLega di Alessio Scutari venne a trovarsi in prima linea contro l'avanzata turca in Albania. Nel mwlq1474 un primo assedio ottomano venne respinto dai Veneziani. Tre anni dopo gli Ottomani, guidati dal sultano mwlgMaometto II in persona, cinsero nuovamente d'assedio Scutari. Dopo sette mesi di combattimenti la guarnigione veneziana fu costretta a capitolare e ad abbandonare la città.
Nel corso della dominazione ottomana, durata più di quattro secoli, Scutari divenne sede di un mwmasangiaccato e, in virtù della sua posizione strategica, un importante centro commerciale e culturale. Nel mwmq1867 il mwmgsangiaccato di Scutari, venne unito a quello di mwmwÜsküb ed elevato al rango di mwnavilayet.
Durante la mwngprima guerra balcanica Scutari venne messa sotto assedio dalle truppe mwnwmontenegrine supportate da quelle mwoaserbe. Il 23 aprile mwoq1913, dopo sette mesi d'assedio, il comandante della mwogguarnigione ottomana mwowEssad Pascià si arrese ai Montenegrini. Nonostante le ambizioni di conquista di quest'ultimi, a seguito dell'esito della mwpaConferenza di Londra, Scutari venne annessa nel neoistituito mwpqPrincipato d'Albania.
Durante la mwpwprima guerra mondiale, con il collasso del nuovo stato albanese, Scutari venne nuovamente occupata dai Montenegrini il 27 gennaio mwqa1915. Il 23 gennaio mwqq1916 la città cadde nelle mani dell'mwqgesercito austroungarico e sarà presa dalle truppe dell'Intesa solamente il 30 ottobre mwqw1918.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il monumento più importante è il castello situato sulla collina alle porte della città. Fu costruito nel IV secolo a.C. Il suo nome è "Rosafa", in mwrgalbanese "mwrwKalaja e Rozafes". La città di Scutari in generale presenta fasi diverse di costruzione, dal periodo mwsaillirico fino ai giorni nostri. La città vecchia è formata dai diversi quartieri intorno al castello di Rosafa, fino al nord della città, con abitazioni costruite con le rovine delle mura illiriche, romano-bizantine e veneziane e con abitazioni storiche del periodo ottomano.
Castello di Rozafa
Il mwwqcastello di Scutari venne costruito su un'alta collina, ricoperta interamente di rocce difficili da scalare. Per la sua posizione strategica fu per secoli un inattaccabile bastione. La storia del castello si trova a metà, tra mito e leggenda, senza nascondere una verità storica. Si racconta di come il castello sarebbe ripetutamente crollato e secondo un oracolo, per evitare altri cedimenti, era necessario un sacrificio umano. con l'inganno fu sacrificata Rosafa, moglie di uno dei costruttori del castello, la quale fu murata viva, ma in maniera da lasciare liberà metà del corpo per permetterle di allattare, cullare, abbracciare ed ammirare regolarmente il figlioletto. Si sa con certezza che Scutari fu capitale del popolo degli mwwgIlliri, e negli scavi si trovano interessanti ritrovamenti dell'epoca. Questo dimostra che già al tempo degli Illiri il castello era utilizzato per proteggere la popolazione locale. Infatti le popolazioni che abitavano Scutari già nel 230 a.C., in caso di pericolo di un assedio o causa di tremende alluvioni, si rifugiavano sulla collina di rocce, che poi prese il nome di mwwwKalaja e Shkodres.
Cattedrale di Scutari
Uno degli edifici storici più importanti dei quartieri cattolici è la cattedrale della città, dedicata a Santo mwzaStefano protomartire, chiamata "mwzqKisha e Madhe" ovvero "mwzgChiesa Grande" e visitata nel mwzw1993 da mw0apapa Giovanni Paolo II. La cattedrale è la chiesa principale dell'mw0qarcidiocesi di Scutari-Pult.
L'orologio Inglese
È l'unico edificio di Scutari che ha l'aspetto di un castello medioevale.
La casa, insieme alla torre dell'orologio venne costruita con gli ingenti fondi del lord inglese Paget, recatosi in Albania per diffondere il mw2qprotestantesimo. Trasferitosi a Scutari alla fine del XIX secolo, dopo notevoli avventure per il possesso di fabbricati e di quei terreni, volle costruire qualcosa in stile medievale, che richiamasse il passato dell'Albania, non molto coerente in realtà per l'epoca di costruzione. A ogni modo è un complesso unico. Prima dell'erezione della torre in quel luogo si trovava la casa dei Domnori.
Nonostante l'ambientazione medioevale albanese, l'orologio inglese, come viene comunque chiamato dalla popolazione, richiama l'attenzione dei turisti, e qualsiasi passante è disposto a raccontare la storia di questa costruzione che si richiama all'epoca del feudalesimo albanese.
Altri edifici
Edifici cristiani cattolici e ortodossi
• mw5aChiesa di San Francesco o dei Frati Francescani (mw5qKisha Françeskane)
• Santuario della mw5wMadre del Buon Consiglio (mw6aKisha e Zoja e Këshillit të Mirë), patrona d'mw6qAlbania
• Chiesa di San Nicola (mw6wKisha e Shën Nikolle)
Edifici musulmani
• mw8gMoschea di Piombo (mw8wXhamia e Plumbit) del 1773
• mw9qMoschea Ebu Beker (mw9gXhamia Ebu Beker)
• mw-aMoschea Parrucë (mw-qXhamia e Parrucës)
• Moschea Tophanës
• Moschea di Kiras
• Moschea della Madrasa
Edifici civili
• mwaqePonte di Mes (mwaqiUra e Mesit) del 1780
• Teatro Migjeni
• mwaquMuseo Marubi
Cultura
Istruzione
Secondo lo storico E. Jacques, la prima scuola fu fondata nel mwaq01698 dalle missioni di mwaq4papa Clemente XI. La mwaq8stampa a caratteri mobili fu introdotta nella città solo 38 anni dopo l'invenzione di mwaraJohann Gutenberg.cite-ref-albania-3-2[3] Nel mwaru1858 ne abbiamo la prima foto, eseguita dal piacentino mwaryPietro Marubicite-ref-albania-3-3[3]cite-ref-5[5] Nel mwar81877 fu fondato il mwasaCollegio Saveriano, all'inizio come scuola mercantile e poi come liceo classico. Un anno dopo, nel mwase1878 l'Ordine delle Sorelle Stigmatine aprì la prima scuola femminile francescana. Scutari è sede della prima scuola media superiore statale d'Albania (mwasigjimnazi shtetëror), ora chiamata mwasmgjimnazi 28 Nentori. Nella città è presente l'mwasqUniversità Luigj Gurakuqi ed è nata la prima opera albanese, il teatro Migjeni e il primo cinema. In città venne costruito nel 1888 il primo mwasuosservatorio astronomico.cite-ref-albania-3-4[3]
Arte
A Scutari nacque e morì mwateKolë Idromeno, precursore del mwatirealismo e della mwatmpittura paesaggistica albanese, e progettista di alcuni dei più famosi edifici della città.
Idromeno fu tra i primi a organizzare a Scutari e in Albania spettacoli cinematografici grazie ai rapporti che aveva con i mwatufratelli Lumière, e a portare l'arte fotografica, dopo Pietro Manubi.
Geografia antropica
Suddivisioni storiche
La città è suddivisa in diversi quartieri fra i quali gli importanti, Parrucë e Skenderbeg; quest'ultimo è il più importante quartiere di religione cattolica ed anche uno dei più grandi della città. In esso troviamo il cimitero cattolico "Varrezat e Rrmajit"cite-ref-6[6] negli ultimi anni recuperato dal degrado, conserva diverse tombe monumentali. I quartieri più antichi della città nuova dopo l'alluvione sono: Gjuhadol, Perash, Zdrale, Dugajt e Reja, Dudas, Ajasëm. Successivamente sono nati i quartieri di Parrucë, Xhabije, Baçja e Çakejve, Rus e Kiras.
Infrastrutture e trasporti
La mwat8SH1 conduce al mwauaconfine albanese-montenegrino tramite il valico di frontiera mwaueHan i Hotit. Il tratto stradale tra Hani i Hotit (confine montenegrino) e Scutari è stato completato nel 2013 come standard a carreggiata unica.
La mwaumSH5 è l'autostrada da Scutari a Morinë, mwauuconfine con il Kosovo.
Amministrazione
Gemellaggi
Sport
La città vanta un club calcistico nella prima divisione albanese, la mwavgKategoria Superiore, il mwavkKlubi Sportiv Vllaznia.
Galleria d'immagini
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaaa(mwaaemwaaiEN) mwaammwaaqPopulation and housing Census 2011 (mwaaumwaayPDF), su mwaacinstat.gov.al. mwaagURL consultato il 25 settembre 2017 mwaak(archiviato dall'mwaaourl originale il 3 marzo 2016).
cite-note-utopie-22. ↑ mwabamwabemwabiScutari, su mwabmutopie.it. mwabqURL consultato il 17 maggio 2014. mwaby«Scutari è una tra le più antiche città Europee ed è stata il centro culturale di tutta l'Albania»
cite-note-albania-33. ↑ mwacimwacmmwacqScutari in Albania!, su mwacualbania-turismo.it. mwacyURL consultato il 17 maggio 2014 mwacc(archiviato dall'mwacgurl originale il 16 luglio 2014).
cite-note-55. ↑ In seguito naturalizzato come Pjetër Marubi, autore della prima foto fatta nei Balcani.
cite-note-66. ↑ Una volta uno dei cimiteri cattolici più belli della penisola balcanica.
Bibliografia
• mwadsGirolamo De Rada (a cura di), I canti di Milosao figlio del despota di Scutari, Lungro (CS), Costantino Marco, 1999 [1836], ISBN 88-85350-41-0.
• mwad0Lucia Nadin e Pellumb Xhufi (a cura di), Statuti di Scutari della prima metà del secolo XIV con le addizioni fino al 1469, Roma, Viella, 2002, ISBN 88-8334-042-6.
• mwad8Ndriçim Mlika, Scutari. Paesaggi, tradizioni, storia, Firenze, VoLo, 2006, ISBN 88-88514-03-1.
• mwaeeFrancesca Leo e Laura Davico, Il Consolato d'Italia a Scutari. Fra storia, testimonianze, architettura, a cura di Roberto Orlando, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino Editore, 2008, ISBN 88-498-2096-8.
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Collegamenti esterni
• mwaey(SQ) Info Shkodra, su infoshkodra.com. URL consultato il 25 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2006).
• mwaeg(SQ) gjimnazi 28 Nentori, su 28nentori.blogsource.com.
• mwaeoInfo sul lago di Scutari, su newmontenegro.eu.
• citereftreccani-scutariScutari, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 17-05-2014.